lunedì 24 luglio 2017

Qualcosa è cambiato

Appunti

Dice che in un ristorante di Riccione, sabato scorso, il cuoco e le cameriere hanno piantato in asso il titolare e sua moglie (o compagna? chi lo sa), proprio nel bel mezzo del servizio serale. Scenario da cucine da incubo, e novanta clienti inferociti ai quali per rimediare è stata offerta la cena, o almeno quello che sono riusciti a servire al suo posto (immagino crackers, scatolame e affettati). Una volta, prima della crisi, suggerivo che l'associazione albergatori nelle settimane più calde della stagione pagasse almeno un paio di cuochi per stare a disposizione degli associati, potendo così assolvere a una chiamata d'emergenza e rimediare a queste situazioni che ogni tanto, nella bolgia estiva, si verificano da sempre. Certo è che, nonostante la crisi, negli alberghi e ristoranti della riviera non è più come una volta. Il titolare del ristorante disertato si lamenta sul giornale, e dice che non capisce come sia stato possibile, con tanta disoccupazione che c'è in giro. Una costernazione che spiega di per sé tante cose su certe dinamiche del mercato del lavoro stagionale. Il punto è che ormai il personale, non più figli di razza romagnola e nemmeno immigrati dal sud, non si lascia più sfruttare come una volta. Me lo dice anche mia moglie: sono quasi tutti stranieri dell'est, ma alla fine bisognerà che gli albergatori e i ristoratori imparino a farseli andar bene, ad assumerne a sufficienza per non caricarli troppo, e persino - cosa inaudita prima di questa maledetta crisi - a pagarli a sufficienza e con puntualità. Poi ci sarebbe anche, come mi suggeriscono, la questione della qualità, del saper insegnare il mestiere e far crescere il personale. Ma mi pare già un altro discorso, che non è quello su cui si fonda il mito della riviera romagnola.

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