sabato 25 febbraio 2017

Lo sgambetto di Riccione e la proposta del PdF

(Articolo pubblicato su "La Croce" quotidiano, del 25 febbraio 2017)

Una storia che finisce, un’altra che sta per ricominciare. Riccione è una località turistica della riviera romagnola nota in tutto il mondo. Non un piccolo paese, perchè i suoi 35 mila abitanti l’hanno fatta diventare una piccola città che vive anche d’inverno. Ormai la realtà di Riccione non è più costituita soltanto da bagni estivi e da discoteche. Dunque, quello che succede qui è di insegnamento anche per la politica nazionale, e per noi del Popolo della Famiglia. Infatti, dopo 70 anni di dominio incontrastato delle sinistre, alle elezioni amministrative del 2014 il centrodestra era riuscito ad espugnare il Comune. Renata Tosi, giovane laureata in legge, riccionese dalla nascita, presentandosi con una coalizione tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e due liste civiche era riuscita a farsi eleggere sindaco. La prima donna, e anche il primo sindaco non proveniente dal Pci, della storia di Riccione. Erano state determinanti le divisioni a sinistra, e soprattutto il malcontento dei cittadini per alcune decisioni che avevano deturpato il volto della città. Finalmente, dunque, nel cuore della Romagna rossa, un sindaco cattolico, sostenuto dai moderati e alla guida di una località che negli anni precedenti si era distinta per la sua eccessiva accondiscendenza verso politiche orientate nel senso di favorire il più possibile la “movida” estiva. I giovani turisti sono un’opportunità di guadagno e di crescita, ma portano con sé anche problemi e contraddizioni. Noi del PdF in varie occasioni eravamo stati vicini al sindaco Tosi, per ragioni che si riassumono nella sua intenzione di dare una svolta anche in senso valoriale alla politica locale. Alcune iniziative in favore della famiglia, ci avevano fatto capire una volta di più come negli enti territoriali, anche quelli con una radicata tradizione postcomunista, è necessario essere presenti per costruire una nuova politica che restituisca alle famiglie, e assieme ad esse alle intere comunità locali, quella coesione e quel senso di giustizia sociale che una sinistra ormai trasfigurata non riesce più a garantire. Purtroppo, all’esito di lacerazioni che duravano da tempo, il 23 febbraio scorso un gruppo di consiglieri di maggioranza si è unito a quelli del Pd e di altre liste per dimettersi, facendo cadere il Sindaco. Il Popolo della Famiglia ha subito espresso sconcerto e indignazione per ciò che a Riccione ha messo fine all’esperienza amministrativa della giunta Tosi. Si è infatti trattato con tutta evidenza di una opportunistica manovra di potere, non sussistendo alcuna valida ragione politica alla base del comportamento dei consiglieri dimissionari. Non si aveva mai avuto notizia di alcun progetto alternativo per la città, ma solo di interessi di parte e di desideri di rivincita di alcuni personaggi. Sono così emerse in modo chiaro, nel laboratorio riccionese, le contraddizioni del vecchio centrodestra che, già a livello nazionale, avevano portato alla nascita del Popolo della Famiglia. Ora il Comune di Riccione è stato commissariato e si andrà a nuove elezioni a giugno. Per non costringere i riccionesi di buona volontà, che vedono chiari tutti i rischi delle innaturali alleanze con la sinistra e con i neoqualunquisti, a rifugiarsi nell’astensione o nella protesta, il Popolo della Famiglia intende essere in campo anche in questa occasione. Il gruppo locale del PdF era nato da qualche tempo con grande entusiasmo. Già prima che si consumasse il tradimento dell’esperienza della giunta Tosi, ci era parsa visibile la grande voglia di tanti riccionesi, cattolici e moderati, di una nuova politica dove i nostri valori non debbano più mimetizzarsi o nascondersi. Per la prossima tornata elettorale cercheremo dunque di fare la nostra parte anche qui a Riccione. Gli opportunisti, i traditori, gli incompetenti, i politicanti senza dignità, devono essere contrastati in nome di fondamentali esigenze di verità, rispetto delle persone e delle cose, nonché di equità sociale e competenza amministrativa. Anche se nessuno ci sperava, a Riccione nel 2014 si era riusciti a dare vita a un’esperienza alternativa di centrodestra. Ora, questi valori politici hanno subito una sconfitta, ed è emersa l’esigenza di superare le contraddizioni e le divisioni che ormai hanno annientato Forza Italia, e lasciato il vecchio centrodestra privo di bussola pure a livello nazionale. Il Popolo della Famiglia è nato per questo, per smettere di delegare i nostri valori a chi non li vuole davvero rappresentare. Per questo anche a Riccione il PdF intende fare la sua parte perché la speranza non muoia e il cammino riparta su basi rinnovate.

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